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QuotidianoNet_Logo14PUÒ LA PASTA marchigiana diventare, in Cina, cioccolatino o farcitura per la pizza mentre il suo inventore se ne va in giro in Limousine, accolto come una star, a visitare muraglia cinese e palazzo reale? Può se parliamo di Spinosini. La pasta all’uovo con omega 3 inventata  e brevettata da Vincenzo Spinosi ha lanciato e vinto l’ultima sfida planetaria: diventare dessert o addirittura pizza. Stavviaggi e saporiolta il mastro pastaio di Campofilone, nell’ultima strepitosa tourneé cinese  a Pechino, dopo essere stato accolto all’aeroporto da alcuni fans che sventolavano confezioni di Spinosini, ha ispirato la fantasia di Francesco Sanna, chef  e pizzaiolo napoletano del celebre  Kempinski Hotel, tra i cinque finalisti come miglior ristorante italiano a Pechino per la cerimonia degli Awards. Sanna, per festeggiare l’arrivo di Spinosi per l’ennesima sfilata-degustazione internazionale,  ha preparato particolarissimi cioccolatini ripieni di Spinosini croccanti che hanno  sfidato ogni regola, dimostrando come la grande pasta made in Marche  firmata Spinosi possa prestarsi ad ogni preparazione. Anche alla pizza perché poi Sanna ha replicato con pizza Spinosina con bufala, pomodoro e Spinosini prosciutto e limone. Due piatti inseriti  nel menù a grande richiesta, visto il successo ottenuto. «Avevo conosciuto Sanna – spiega Vincenzo  Spinosi – nel 2010 al Meridian hotel di Shanghai in una delle mie tourneé, assieme a Paolo Antinori, un maestro della cucina marchigiana nonostante la sua giovane età. Da lì ha cominciato a scrivermi e mi ha invitato in Cina dove mi ha accolto con due pacchi di Spinosini in mano, sventolandoli. Il resto è stato un successo». Immortalato anche dalle televisioni e dal famoso giornale «China Daily» che ha intervistato Spinosi dedicandogli uno spazio nell’edizione nazionale. «E’ stato bello vedersi chiedere una foto con me – racconta Spinosi –  dalla giornalista che mi ha intervistato, entusiasta per la mia storia». Spinosi e gli Spinosini sono poi  stati ricevuti dall’ambasciatore Alberto Bradanini che ha partecipato alla serata d’onore al ristorante di via Roma assieme al direttore dell’Ice Antonio La Spina. A tavola anche un altro simbolo delle buone Marche, i vini Moncaro che hanno accompagnato gli Spinosini classici prosciutto e limone, gli Spinobelli con tartufo di Angellozzi tartufi,  la Spinosina con julienne di verdure e sandwich di Bentagliati, fritti con mozzarella di Bufala e prosciutto di Parma. Tutto sotto la supervisione di Paolo Antinori, chef del Fortino Napoleonico di Portonovo, che dirigeva lo staf di cucina. Quando si dice: le buone Marche non hanno confini.

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Pechino dicembre 2014. Quest’anno Vincenzo Spinosi, mattatore dei “Maccheroncini di Campofilone”, è arrivato al Kempinski Hotel di Beijing armato non solo dei suoi Spinosini, che sotto le sue mani acquistano un’eleganza e una bontà sconosciuta, ma anche di Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano e non solo.

Ma raccontiamo questo viaggio di Vincenzo a Pechino dall’inizio.
Il mastro pastaio Spinosi, detto “SpinoBello”, era accompagnato, per questa ennesima avventura culinaria all’estero, da un giovane maestro della cucina Marchigiana, 105, che “cucina gli Spinosini da Dio”, parola di Vincenzo, chef del Fortino Napoleonico, un quattro stelle sulla riviera del Conero.

Ad invitare a Pechino Spinosi e Antinori è stato un grande chef Francesco Sanna, del Gruppo CIM, Chef Italiani nel Mondo capitanato da Marco Medaglia, che dopo varie esperienze, è stato anche in India, a Mumbai, ora è approdato all’ Italian restaurant “Via Roma” del Kempinski Hotel di Beijing.

Ancora una ghiottissima esperienza che si è svolta dal 10 al 23 del novembre scorso a Pechino, piena di soddisfazioni e di eventi anche inattesi per Vincenzo Spinosi.
Ce lo racconta lui stesso con il suo solito brio ottimistico che porta bene in questa vigilia di anno nuovo.
“Sono stato invitato -dice Spinosi- al Kempinski Hotel di Beijing presso il loro Ristorante “Via Roma”, scelto tra i 5 Finalisti, come migliore ristorante Italiano a Pechino per la cerimonia degli Awards, da un vecchio amico ma giovane chef, Francesco Sanna, un ragazzo pieno di energie comunicative come solo un italiano sa fare. L’ho conosciuto nel lontano 2010 al Meridian Hotel di Shanghai in una delle mie solite tournè in giro per il mondo, allora era chef al ristorante Favola del Meridian e aveva un entusiasmo da vendere, tanto che -sottolinea Vincenzo- non solo mi faceva da interprete ma dovevo stare attento a tenerlo a freno durante la presentazione degli Spinosini alla Stampa e nei numerosi incontri istituzionali”.

Dopo questo incontro a Shanghai i due non si sono mai persi di vista ed “ecco che nel 2013 -dice Spinosi- mi scrive che voleva avermi ospite presso il ristorante Via Roma del Kempinski Hotel Lufthansa Center di Pechino e voleva che portassi con me lo chef Paolo Antinori”.

E così dopo brevi preparativi l’inventore degli Spinosini, Vincenzo Spinosi e lo chef Paolo Antinori arrivano nella capitale asiatica: “Ad aspettarmi all’aeroporto di Pechino trovo Francesco Sanna che da lontano mi saluta con in mano due pacchi di Spinosini” e così con questa simpatica accoglienza inizia l’avventura al Kempinski di Antinori e Spinosi che aggiunge “è stato Sanna ad organizzare il tutto, naturalmente con il benestare del grande Manager Gerhard E Mitrovits che ha chiamato Sanna dal Ritz Carlton di Shenzhen, portandolo a dirigere il famoso Italian restaurant “Via Roma” del Kempinski”.

Per due intere settimane tutti i giorni il meglio del made in Italy alimentare ha affascinato i clienti cinesi ed europei. In quei giorni è stato organizzato il Wain Testink, sponsorizzato dall’ Azienda di Vini Marchigiana Moncaro, dal Acqua Panna e San Pellegrino.
“Chiunque veniva al ristorante Via Roma, dal 10 al 23 novembre, -sottolinea Vincenzo- trovava nel Menù gli Spinosini Classici, Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano e gli SpinoBelli con Tartufo di Angellozzi Tartufi, e la Spinosina con julien di Verdure e Senduic di Bentagliati, Fritti con Mozzarella di Bufala e Prosciutto di Parma. Tutto sotto il controllo di Paolo Antinori che dirigeva per l’occasione, lo staff di cucina”.

Non poteva mancare l’incontro ad alto livello con l’Ambasciatore italiano a Pechino, Alberto Bradanini (“che ha voluto onorarci delle sua presenza ad una serata al ristorante Via Roma.”), e un incontro con il direttore dell’ICE a Pechino, Antonino La Spina (“grande Amico, che mi sopporta da anni ogni volta che sono a Beijing”).

Ma le giornate pechinesi di Spinosi non finiscono con gli incontri culinari e istituzionali, c’è anche un risvolto con la stampa asiatica che vale la pena raccontare, dando la parola sempre a Vincenzo.
“Francesco Sanna ha organizzato tutto alla perfezione, compreso gli incontri con la stampa e le televisioni. Ma dal giornale più diffuso in Cina, il famoso “CHINA DAILY” , è arrivata una sorpresa, dopo avermi intervistato, la giornalista ha voluto, galvanizzata dalla storia degli Spinosini e dal mio entusiasmo, immortalare l’intervista, con una foto insieme a lei”.
“Cosi il 22 di Novembre, giorno del mio compleanno, -racconta con gioia Vincenzo- non poteva che farmi il più bel regalo: dedicarmi una pagina sul CHINA DAILY, così per un giorno sono diventato la Star della Cina!”

http://www.thebeijinger.com/events/2014/nov/wine-dinner-pasta-king

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