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Vincenzo Spinosi

Carattere estroverso, dirompente, vivace. Il suo inesauribile entusiasmo contagia chi gli sta vicino. Ha bisogno di comunicare con il mondo e usa tutti i ritrovati della più avanzata tecnologia per stabilire il contatto con l’operatore gastronomo che vive nelle più sfavillanti città del pianeta. E quando il richiamo con appuntamenti importanti rischia di spegnersi, salta sul primo aereo e vola… Gli basta una valigia, esclusiva però, dove sistema uova e farina, olio e tutto il corredo dell’attrezzeria essenziale per approntare all’istante gli Spinosini che cuoce, condisce e serve all’assaggio. Così è l’imprenditore Spinosi, Mastro pastaio di Campofilone, nel Piceno, assurto ai fasti internazionali dell’alta cucina. Idee, storia, tradizione, desiderio di affermazione, tanta volontà, principi tosti, progetti, le doti che un ragazzone dal perenne sorriso mette in campo per guidare l’imprenditore. Vanno sicuramente riconosciuti l’impegno e la caparbietà che lo vedono come il primo e assoluto promotore per l’istituzione ed il riconoscimento ufficiale della Carta delle Paste Italiane. Ha conseguito l’attestato di quinta elementare, ma ha mandato il figlio Marco, primogenito della terza generazione di imprenditori dell’azienda Spinosi, a laurearsi alla “Bocconi” di Milano alla Facoltà di Economia Aziendale, discutendo una tesi sull’impresa di famiglia, e per ironia della sorte è stato invitato a salire in cattedra per sostenere un’incontro con laureandi e professori dove ha raccontato la fantastica esperienza che lo ha condotto al successo. Molte altre Università ed Istituti sono stati attratti e interessati al particolare “fenomeno” Spinosi e numerose sono le tesi di laurea dedicate all’argomento. Le cucine dei grandi ristoranti di Londra, New York, Hong Kong, Tokyo, Parigi e di altre cento città sono il teatro delle sue performances esaltanti, come quelle a 10.000 metri di quota nei lunghi voli da un continente all’altro. Le piccole manie di collezionismo affettivo sono tanti ricordi in passerella: gadget, modellini di automobili, di biciclette, soldatini di piombo, cravatte alla Elvis, giocattoli, (di norma ne indossa due, uno per polso). Il successo vero che ha ottenuto è la somma di tante partite giocate e di vittorie. L’ultima, quella degli “Spinosini”, ha consegnato a Sandro-Vincenzo Spinosi il titolo di campione! E se esibisce i suoi piccoli trofei-souvenir nasconde magari i tanti premi e riconoscimenti ricevuti: come il “Five Stars Diamonds Awards” dell’American Academy of Hospitality and Sciences di New York (2000), oppure l’onoreficenza di Commendatore conferitogli nel 1997 dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e dal Primo Ministro Romano Prodi. È rimasto semplice e modesto, “impastato” di genuinità, la stessa che pretende ancora nei suoi laboratori dove le uova di galline esclusivamente allevate a terra vengono sgusciate ad una ad una a mano come si faceva una volta.

E l’avventura continua: nel Natale del 2003 Giuseppe Silvestri, uno degli ultimi chef della Principessa Diana attualmente Head chef Harrod’s food Hall London, per il periodo delle feste è ospite della famiglia Spinosi, nel 2004 la Santa Sede seleziona e sceglie gli “Spinosini Omega 3” come primo piatto riservato al pranzo del Pontefice Giovanni Paolo II in visita a Loreto, la stessa selezione e scelta viene fatta in occasione della serata di gala del Festival di Sanremo, infinite sono le situazione oppure gli eventi “speciali” dove il marchio Spinosi viene ricercato e considerato come una vera e propria griffe del made in Italy.
Sempre nello stesso anno inizia la “conquista” del mondo orientale, Sandro-Vincenzo Spinosi, accompagnato dallo Chef Paolo Antinori del Fortino Napoleonico di Ancona, viene invitato come personaggio di spicco, lì denominato il Principe della Pasta, a Bangkok, dalla più rinomata e importante catena degli Shangri-La Hotel; viene accolto dall’Ambasciatore italiano, dall”Ambasciatrice dell’India, dalla Principessa della Tailandia, dai giornalisti delle più importanti testate e reti televisive e dai migliori chef.
A questo grande successo seguirà un invito a Pechino (2005) dove per l’occasione il St.Regis Hotel (nel Ristorante Danieli’s) organizzerà e dedicherà sei serate alla “Sfilata degli Spinosini ” con I Sapori delle Marche che vedono sempre Sandro-Vincenzo Spinosi come il festeggiato Numero Uno.
Di nuovo invitato, tornerà a Bangkok nel 2005, questa volta accompagnato dallo chef di fama mondiale Igles Corelli, dal Dottor Dante Nicola Basile del Sole 24 ore e dallo staff di RAISAT per un programma appositamente dedicato dal Gambero Rosso.

Inviti e programmi si susseguono ancora, fax, lettere, telefonate, tutti cercano il Principe della Pasta! Una anticipazione!? E’ quasi pronta la valigia di nuovo per Pechino, Parigi, l’Oman, Shanghai e per il Texas.

Vincenzo Spinosi Testimonial delle Marche per Expo 2015 Milano;  certamente la scelta di Spinosi è un dovuto riconoscimento al vero mattatore dei Maccheroncini di Campofilone, e del made in Italy nel Mondo!

 

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