• Vincenzo Spinosi a Unitre insegna l’arte dei pastai

L’aula del corso di “Cultura del cibo, ricette e prodotti tipici” dell’Unitre di Tolentino non è riuscita a contenere tutti gli allievi e appassionati di gastronomia accorsi per assistere alla lezione tenuta dal maestro pastaio di Campofilone.  Vincenzo Spinosi è stato accolto, oltre che dalla direttrice dell’Università delle tre età, Mirella Valentini, dal sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi che si è complimentato con l’imprenditore per l’intensa attività portata avanti per valorizzare uno dei prodotti di eccellenza delle Marche. Ed entrambi si sono scambiati i numeri telefonici, segno che questo incontro avrà altri sviluppi positivi nel prossimo futuro. Vincenzo Spinosi, che era accompagnato da una delle sue dipendenti, specializzata nel preparare l’impasto (dieci uova di gallina padovana per un chilo di farina doppio 0) e nello stendere la sfoglia oltre che nel tagliarla a ritmo incredibile per creare i famosi “maccheroncini di Campofilone”, ha ricordato che la sua azienda, creata nel 1933 dal padre Nello, è giunta oggi alla terza generazione con i suoi figli Marco e Riccardo. Ma soprattutto si è divertito e nello stesso tempo ha affascinato tutti i presenti nel descrivere lo stupore che suscita la preparazione dei maccheroncini sia tra i commensali dei grandi alberghi americani che nei ristoranti più famosi del Giappone e del Medio Oriente.

Ed infatti egli viene spesso invitato in varie metropoli e capitali del mondo per presentare i suoi maccheroncini proprio perché la sua esibizione si trasforma quasi sempre uno in uno spettacolo, spesso addirittura accompagnato dalla musica. Infatti sia la confezione della pasta, da parte di esperte impastatrici (ma anche Vincenzo Spinosi, se c’è bisogno, non si tira indietro in questa difficile arte), sia la preparazione del sugo e lo stesso spargere del condimento sulla pasta si svolge con un ritmo che diventa musicale e con una precisione meticolosa non solo nel rispettare i tempi di cottura ma anche nel dosare olio, vino, sale e ingredienti vari. E così anche la lezione all’Unitre di Tolentino si è trasformata in uno spettacolo ripetutamente applaudito da tutti i presenti. Applausi che poi sono diventati ancor più vigorosi quando si è passati alla degustazione dei maccheroncini conditi semplicemente con un sugo a base di olio, prosciutto crudo, vino, buccia di limone grattugiata, due mestoli di acqua bollente, parmigiano e prezzemolo. E in molti si sono ripromessi di andare a trovare Vincenzo Spinosi, nella sua azienda, a Campofilone attratti non solo dai maccheroncini, dagli spinosini, dagli spinobelli omega3 e dalle altre specialità, ma soprattutto dalla simpatia del protagonista di una storia che egli ha sintetizzato più volte con una frase che racchiude tutta una vita: “Vedete dove ci hanno portato un chilo di farina e 12 uova?”. Ed infatti i Maccheroncini di Campofilone hanno portato il nome delle Marche in tutto il mondo. Ed è quello che stanno facendo, ciascuno con le proprie specialità, anche tanti altri artigiani dell’enogastronomia impegnati nella promozione all’estero dei prodotti di eccellenza delle Marche.

di Ugo Bellesi

Fonte:

www.cronachemaceratesi.it/2016/01/13/vincenzo-spinosi-a-unitre-insegna-larte-dei-pastai/755814/

Articoli correlati

Condividi